Dove operiamo
La Fondazione Giovanni Paolo II lavora per costruire un futuro più equo e sostenibile per ogni persona, indipendentemente dal suo credo. I nostri interventi si sviluppano in Italia e in diversi Paesi del mondo, con progetti che promuovono inclusione, autonomia e sviluppo.
In Italia
Integrazione dei migranti e richiedenti asilo
Il nostro Modello di accoglienza e integrazione va oltre il singolo progetto: accompagniamo ogni persona in tutte le fasi del percorso verso l’autonomia, attraverso iniziative ormai divenute strutturali.
Il modello coinvolge non solo chi arriva, ma anche le comunità ospitanti: crediamo in un’integrazione reciproca, dove ognuno diventa parte attiva del cambiamento.
I progetti di accoglienza e integrazione si articolano in tre aree:
Prima accoglienza
Per le famiglie appena arrivate in Italia
Sportelli di ascolto
Aperti a tutta la popolazione straniera, anche al di fuori dei percorsi gestiti dalla Fondazione
Seconda accoglienza
Per le famiglie che hanno raggiunto un buon grado di autonomia, ma necessitano di supporto
Educazione e cittadinanza attiva
Collaboriamo con le scuole della Toscana offrendo percorsi formativi per studenti e docenti sui temi del dialogo interculturale e della partecipazione civica.
Disabilità
Dal 2022 sosteniamo le persone con disabilità rafforzando le reti territoriali e garantendo continuità nei servizi, con un approccio centrato sulla persona e sulle sue capacità.
Cooperazione internazionale
Siamo presenti da sempre in Medio Oriente e in altri territori segnati da fragilità sociali e politiche. I nostri progetti si concentrano su formazione professionale, opportunità lavorative, educazione inclusiva e sviluppo comunitario.
In Palestina, per esempio, sosteniamo l’Istituto Effetà di Betlemme e il centro di artigianato Piccirillo; abbiamo avviato un progetto innovativo per la produzione di barrette energetiche a base di datteri, creando nuove opportunità economiche e favorendo l’autosufficienza della comunità locale.
In Giordania da anni la Fondazione è impegnata nella formazione e nell’inclusione di bambini sordi, aiutandoli a integrarsi nel sistema educativo e a sviluppare competenze utili per il loro futuro.
In Svizzera invece viene promosso il dialogo interculturale e interreligioso, ospitando campi di formazione internazionale.
In Siria, Libano, Iraq, Burkina Faso, i progetti sono volti a migliorare la qualità della vita, promuovere l’inclusione e creare opportunità di autonomia per le persone vulnerabili in un contesto di grande complessità sociale e politica.
La nostra mappa
Clicca sui punti della mappa per scoprire i progetti attivi in ogni Paese.
Uno sguardo al futuro
In Italia
La strategia futura della Fondazione Giovanni Paolo II in Italia è volta a integrare e sostenere le comunità locali attraverso azioni concrete in tre ambiti principali. Per l’accoglienza, l’obiettivo è rafforzare le reti territoriali, favorendo l’integrazione dei migranti e creando opportunità di inclusione attiva per le famiglie.
Nel campo della disabilità, la Fondazione intende consolidare il proprio ruolo di facilitatore, sviluppando ulteriori collaborazioni per garantire un supporto adeguato alle persone vulnerabili.
Sul fronte scolastico, l’obiettivo è ampliare le proposte formative, promuovendo l’educazione civica, il dialogo interculturale e la partecipazione attiva.
In generale la Fondazione si impegna a costruire una società più inclusiva e solidale, dove ogni individuo, indipendentemente dalla provenienza o dalla condizione
sociale, possa vivere pienamente la propria dignità e autonomia.
All'estero
La strategia della Fondazione Giovanni Paolo II all’estero si fonda sulla consapevolezza che la formazione e l’educazione sono le chiavi per un cambiamento sociale profondo e duraturo. L’esperienza accumulata negli anni ha confermato che investire in questi ambiti è la strada più efficace per fornire alle persone le competenze necessarie a migliorare la propria vita e quella delle proprie comunità.
L’impegno in vari Paesi risponde alle specifiche necessità dei territori, sempre con un’attenzione costante ai diritti umani e alla dignità delle persone. Grazie alla presenza diretta sul campo, è possibile ascoltare le comunità, capire i loro bisogni e progettare iniziative che abbiano un impatto reale e duraturo.
Nel 2024 è stato compiuto un ulteriore importante passo in avanti, avviando la procedura per il riconoscimento legale della Fondazione in paesi come Iraq, Tunisia e Burkina Faso. Questo consente di passare da partner a capofila nei progetti, permettendo una gestione più diretta e una maggiore sostenibilità delle attività. L’obiettivo è non solo fornire assistenza, ma anche creare un cambiamento che duri nel tempo, trasformando concretamente la vita delle persone e rafforzando le reti locali.