Riprendiamo un cammino

Nel numero 1 di questa newsletter Voci dal vicino Oriente, nel gennaio 2012, Mons. Luciano Giovannetti scriveva:  «Abbiamo pensato a una newsletter: strumento agile e di facile consultazione per comunicare non solo i progetti che la Fondazione Giovanni Paolo II, insieme a numerosi altri partner, sta realizzando in Israele, Palestina, Libano, Siria, Iraq, Giordania, ma anche per iniziare uno scambio che speriamo arricchirà tutti coloro che vorranno lasciarsi coinvolgere.»  È con questo spirito che il Consiglio di Amministrazione della Fondazione ha deciso di riprendere questa pubblicazione online, non solo per far conoscere le molte iniziative che la Fondazione porta avanti, ma soprattutto per alimentare una conoscenza del Vicino Oriente: dei dolori, ma anche delle speranze che le persone di quella terra vivono ogni giorno.  Purtroppo riprendiamo la nostra Newsletter in un momento in cui, dal Vicino Oriente, giungono soltanto notizie di morte e di una nuova guerra che sembra voler ridisegnare la geografia stessa del Medio Oriente. Come ormai accade in tutti i conflitti moderni, i civili diventano obiettivi sacrificabili, strumenti indiretti per raggiungere fini militari e politici.  I principi minimi di “onore” della guerra — ammesso che si possano così definire — sembrano non valere più. Il numero delle vittime cresce giorno dopo giorno, e sono soprattutto civili: famiglie travolte, persone comuni strappate alle loro case, centinaia di migliaia di profughi che includono per lo più donne, anziani e bambini rimasti senza nulla, privati persino della dignità che spetta ad ogni essere umano.  Ma proprio per questo vogliamo continuare a lavorare per la pace e per il dialogo. Come ricorda Papa Leone nel Messaggio per la Giornata della Pace 2026:  «La pace di Gesù risorto è disarmata, perché disarmata fu la sua lotta, entro precise circostanze storiche, politiche, sociali. Di questa novità i cristiani devono farsi, insieme, profeticamente testimoni, memori delle tragedie di cui troppe volte si sono resi complici. La grande parabola del giudizio universale invita tutti i cristiani ad agire con misericordia in questa consapevolezza (cfr. Mt 25,31-46). E nel farlo, essi troveranno al loro fianco fratelli e sorelle che, per vie diverse, hanno saputo ascoltare il dolore altrui e si sono interiormente liberati dall’inganno della violenza.»  Per questo, pur nella delusione del momento presente, resta fondamentale continuare a testimoniare e a “predicare” che tutto ciò che abbatte la dignità della persona umana va contro la pace.  Dobbiamo continuare a educare alla pace nelle scuole e in ogni luogo, ricordando che la cultura della pace nasce dal rispetto della dignità umana.  E dobbiamo soprattutto continuare a compiere piccoli segni, piccoli gesti che rendano visibile l’amore per la pace.  Questa newsletter vuole essere uno spazio esigente di testimonianza per la pace e il dialogo. Per questo chiediamo a ciascuno, anche semplicemente con un messaggio, di mettersi in gioco, di essere insieme a noi protagonista nelle piccole azioni quotidiane, nei gesti di amore che costruiscono il futuro.  Damiano Bettoni Presidente della Fondazione Giovanni Paolo II Marzo 2026