“Pace è giustizia”: la preghiera di Nour

Nour è arrivata qualche mese fa in Italia, uscita da Gaza City con la sua famiglia. Vive a Sant’Agata in Arfoli, comunità parrocchiale di Reggello (Firenze) che ha accolto lei, i genitori e i fratelli all’interno del programma di accoglienza della Fondazione Giovanni Paolo II su indicazione della Prefettura di Firenze.

Ha voluto essere protagonista dell’invocazione per la pace che si è levata dal sagrato dell’Abbazia di San Miniato al Monte di Firenze all’interno delle iniziative di Francesco Live, a cura della Pastorale Giovanile della Diocesi di Firenze. Insieme all’operatrice di origine libanese Tina Hamalaya, la sua preghiera è stata toccante e vera. Eccola integralmente

Signore e Signori,

Vengo a voi dalla terra della pace,
portando un ramoscello d’ulivo dalla Palestina, culla delle religioni.
Vengo da una terra sfinita dalle guerre;
vengo a voi con una storia di dolore nel cuore
e resti di speranza per migliaia di famiglie a Gaza.

Non siamo numeri,
siamo persone che amano la vita.
Abbiamo perso cuori che pulsavano d’amore,
primo fra tutti quello della nostra amata città, Gaza,
ma continueremo a cercare la felicità
e ci rifiutiamo di vivere all’ombra della tristezza.
Nel profondo di noi c’è un barlume tenace
che rifiuta di spegnersi.

Speriamo che tornino le risate
e che le pagine del dolore vengano voltate.
Speriamo che il mondo ricordi
che la vita non è un campo di battaglia,
ma un’opportunità per vivere insieme in pace.

La pace non è solo il silenzio dei cannoni,
ma è giustizia.
La vera pace è che il palestinese possa possedere la propria dignità e libertà,
e che venga trattato come un essere umano con pieni diritti.

Desideriamo una pace che non si spezzi,
solida come la terra.
Speriamo che i bambini crescano nella pace,
senza portare nella memoria immagini di distruzione.
Il nostro sogno è uno solo:
abitare la terra in pace
e lasciarla con amore e armonia.
La pace è una responsabilità condivisa;
auguriamo a ogni luogo in cui sono divampate le guerre
che i suoi fuochi si estinguano.
Le guerre ci hanno insegnato come avere pazienza,
ma non ci hanno insegnato ad amarle.

Il mio messaggio al mondo intero:
la pace non si fa con le promesse,
ma con le azioni.
Grazie a ogni cuore che batte per la pace in tutto il mondo.

Nour Al Sheikh
accolta da Gaza City (Palestina) dalla Fondazione Giovanni Paolo II,
grazie alla convenzione con la Prefettura di Firenze, presso la Comunità parrocchiale di Sant’Agata in Arfoli Reggello

Leggi qui l’invocazione per la pace di Tina Hamalaya, Operatrice libanese di Beirut della Fondazione Giovanni Paolo II