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Effetà, un’oasi di cura e accoglienza per i bambini audiolesi della Palestina
L’Istituto “Effetà Paolo VI” di Betlemme, scuola specializzata per la rieducazione fonetica dei bambini audiolesi della Palestina, fu inaugurato il 30 giugno del 1971. La sua origine, però, affonda le radici in un momento storico, quello del viaggio in Terra Santa di san Paolo VI nel 1964. Un evento davvero indimenticabile, visto che si trattava del primo Papa a tornare laddove tutto per i cristiani era cominciato. Durante il viaggio, Paolo VI ebbe modo di constatare la presenza di un gran numero di bambini non udenti che non ricevevano adeguata assistenza ed espresse il desiderio che nascesse un’opera destinata alla loro riabilitazione.
1964: Paolo VI visita la Terra Santa e lascia due segni concreti
Era il 4 gennaio del 1964 quando papa Paolo VI arrivò a Gerusalemme, entrando dalla porta di Damasco per recarsi al Santo Sepolcro. Quello di Paolo VI fu un viaggio storico e indimenticabile per la Terra Santa: era infatti la prima volta che un successore di Pietro faceva ritorno nei luoghi dove era nato e vissuto Gesù, dove era nata la Chiesa, dove «tutti siamo nati», come recita il salmo. Erano gli anni del Concilio Vaticano II, e papa Paolo VI volle fortemente quel viaggio.
Monsignor Giovannetti: “Per Effetà la nostra passione concreta”
Tra la Fondazione Giovanni Paolo II e l’Istituto Effetà si è costruito nel tempo un rapporto di grande affetto e collaborazione. Quando si tratta di opere concrete, nel caso specifico centinaia di bambini e ragazzi palestinesi audiolesi che hanno bisogno urgente, e qualche volta disperato, di cure e assistenza, certe fedeltà possono anche essere pesate e misurate.
Il Centro Piccirillo contro la crisi che uccide l’artigianato palestinese
La situazione dei Territori Palestinesi continua ad essere particolarmente fragile da un punto di vista sociale, politico ed economico. Il tessuto socio-economico della Palestina, fatto dal 90% di piccole o addirittura micro imprese, ha visto nell’ultimo anno pesanti chiusure imposte dalla pandemia.
Check point e scontri, ma Marwan non rinuncia alla sua scuola
Ogni giorno 30 chilometri per raggiungere l’Istituto Effetà. Marwan adora la sua classe e non rinuncerebbe mai. Lì ha trovato l’aiuto per superare le sua difficoltà, comunicare con gli altri e sperare in un futuro migliore.
“Così ho incontrato Effetà”. La neuropsichiatra Lucia Russi e le missioni in Palestina
In una giornata di maggio, circa dieci anni fa, ho incontrato Effeta e la Fondazione Giovanni Paolo II. Mi avevano chiesto una disponibilità per Betlemme, serviva una neuropsichiatra infantile.
Conoscere per riconciliare: Paolo VI, il Tantur Institute e la Bethlehem University
Uno dei frutti del “pellegrinaggio” di Paolo VI in Terra Santa fu l’impegno a creare delle realtà in grado di favorire un dialogo fondato sulla conoscenza e di promuovere una sempre migliore comprensione della propria identità proprio nel confronto con le altre tradizioni religiose, a cominciare dalle diverse confessioni cristiane, soprattutto quelle che arricchiscono la Chiesa Cattolica.
«Very real sign of God’s goodness» Paul VI and the Ephpheta Institute in the light of Vatican II
On December 4, 1963, in his closing address to the Second Session of the Second Vatican Council, Paul VI announced to the Council Fathers his intention to make a pilgrimage to the Holy Land: Paul VI wanted to invite everyone, not only Catholics, to rethink the centrality of the life of Jesus Christ and the birth of the Christian experience for the witness of the Word of God in the world.
Rony Tabash, imprenditore a Betlemme: “Pellegrini tornate, aiutateci a battere la paura”
Abbiamo raggiunto a Betlemme Rony Tabash un giovane imprenditore che da sempre vive nella città dove è nato Gesù. È un giovane dinamico e intraprendente, ma il Covid e oltre un anno e mezzo di assenza di turisti e pellegrini lo stanno mettendo alla prova.
NEWSLETTER Voci dal Medio Oriente – n.1, luglio 2021
Incontro con il cardinale Mario Zenari nunzio apostolico a Damasco
Parla S.E. il cardinale Zenari, nunzio apostolico a Damasco
«Non dimenticate la Siria»
Aziende, associazioni, ospedali. Dalla Toscana è partito tanto aiuto concreto per un popolo che ha sofferto pene indicibili ma non ha perso dignità e speranze
I gruppi ecumenici per la pace in Siria
Fin dall’apparire dei primi scontri interni, che sarebbero degenerati nella guerra civile, che ancora insanguina la Siria, la voce degli organismi ecumenici si è levata per condannare ogni forma di violenza, per invitare al dialogo per la pace nella giustizia, per attivare ogni forma di accoglienza nei confronti dei profughi e per promuovere dei progetti di solidarietà in Siria e per la Siria.