Piano strategico 2026-2031

Custodire il carisma originario, promuovere la dignità di ogni persona e leggere i segni dei tempi per costruire insieme il futuro.
Sono questi i principi che ispirano il Piano Strategico 2026-2031 della Fondazione Giovanni Paolo II.

La genesi

Il documento nasce da un percorso di riflessione e confronto avviato dal nuovo Consiglio di Amministrazione insieme ai Vescovi delle diocesi fondatrici e sviluppato con il supporto della Scuola di Economia Civile e del professor Ivan Vitali. L’obiettivo è delineare una direzione chiara per i prossimi anni, mantenendo viva la fedeltà alle radici della Fondazione e rispondendo alle sfide di un contesto internazionale in continua evoluzione.

Fondata diciannove anni fa dalle Diocesi di Fiesole e Montepulciano-Chiusi-Pienza, la Fondazione Giovanni Paolo II opera oggi in 17 Paesi del mondo, ha realizzato oltre 60 progetti e accompagna ogni anno più di 20 mila persone attraverso attività di cooperazione internazionale, accoglienza, educazione e dialogo interreligioso. Sul fronte dell’accoglienza, sono circa 80 le persone ospitate nelle strutture della Fondazione tra richiedenti asilo, rifugiati e famiglie provenienti da Gaza accolte sul territorio toscano.

Il Piano Strategico

Il Piano Strategico individua cinque grandi assi di sviluppo: il rafforzamento dell’identità e della missione della Fondazione, la valorizzazione delle persone e delle relazioni, la sostenibilità economica e la trasparenza, il consolidamento delle attività di accoglienza e volontariato, e la promozione del pensiero, della formazione e del dialogo culturale.

Particolare attenzione è dedicata alla Terra Santa e al Medio Oriente, cuore storico dell’impegno della Fondazione. L’intento è sostenere le comunità cristiane locali attraverso percorsi di formazione, crescita e responsabilizzazione, superando una logica esclusivamente assistenziale per investire sulle persone, sulla cultura e sulla costruzione di comunità solide e consapevoli.

Tra gli obiettivi del prossimo quinquennio figura anche un maggiore coinvolgimento delle giovani generazioni, attraverso collaborazioni con scuole, università e realtà educative, insieme alla valorizzazione del volontariato e della rete di solidarietà che da sempre rappresentano una risorsa fondamentale per la vita della Fondazione.

Inoltre entro la fine di quest’anno si è prefissata di definire un modello strutturato per l’accoglienza che metta al centro la famiglia e le comunità locali a partire dalle esperienze maturate in dieci anni a Villa Pettini, Montevarchi, Fiesole e Reggello, con l’obiettivo di consolidare ed estendere questa linea di azione.

I 5 Assi del Piano Strategico

Conclusioni

Questo Piano Strategico definisce cosa siamo e vuole essere una bussola per orientare le scelte della Fondazione Giovanni Paolo II per il periodo 2026–2031 fissando alcune scelte chiare: la centralità della Terra Santa e delle comunità cristiane in Terra Santa e Medio Oriente, l’investimento sulle persone e
sull’organizzazione, la ricerca di una sostenibilità economica solida, il radicamento nei territori
attraverso accoglienza e volontariato, la cura del pensiero e della formazione.

Nei prossimi anni la Fondazione sarà chiamata a tradurre queste scelte in decisioni concrete:
– Selezionare i progetti in base al carisma
– Rafforzare i legami interni
Diversificare le fonti di entrata
– Consolidare un’identità e percezione esterna riconoscibile
– Sviluppare la Fondazione anche come luogo di elaborazione culturale e di dialogo con la Chiesa e con la società.

Il Piano Strategico 2026-2031 intende strutturare la mappa per questo cammino, offrendo una direzione, una cornice per un linguaggio comune.
Offre la possibilità di lavorare insieme – governance, personale, volontari, sostenitori – sapendo dove si sta andando, perché e per chi.