A due anni dalla scomparsa di Mons. Luciano Giovannetti la Fondazione Giovanni Paolo II ricorda il suo fondatore e rinnova il proprio impegno al servizio della Terra Santa e dei più fragili
A due anni dalla scomparsa di Mons. Luciano Giovannetti, vescovo emerito di Fiesole e fondatore della Fondazione Giovanni Paolo II, ne ricordiamo con gratitudine la figura, il carisma e l’eredità spirituale, che continuano a orientarne il nostro cammino e l’azione quotidiana.
La Fondazione nasce dal suo innamoramento per la Terra Santa. Il 24 agosto 1997, durante un pellegrinaggio della Diocesi di Fiesole guidato da Mons. Giovannetti, circa seicento pellegrini rimasero bloccati per ore davanti al checkpoint israeliano alle porte di Betlemme. Ogni tentativo di mediazione sembrava vano. In quell’attesa, tuttavia, nacque qualcosa di straordinario: i pellegrini decisero di celebrare la Santa Messa proprio davanti al posto di blocco, davanti ai soldati. Quel momento divenne una potente testimonianza di fede e di speranza. L’eco dell’evento attirò giornalisti e testimoni e, infine, arrivò l’ordine inatteso: il checkpoint fu aperto.
Da quell’esperienza, profondamente impressa nel cuore di Mons. Giovannetti, maturò nel tempo l’idea di dare vita a una realtà capace di trasformare la solidarietà verso la Terra Santa in un impegno stabile e concreto.
«Tutti, tutti là siamo nati! Lo sapete! Quella terra e quei fratelli vanno amati affettivamente ed effettivamente», ripeteva spesso il fondatore, sintetizzando con queste parole la missione che ancora oggi ispira la Fondazione Giovanni Paolo II.
Nel ricordarlo, la Fondazione rinnova il proprio impegno a custodire con umiltà e fedeltà il carisma ricevuto, continuando ad amare quella terra e le sue popolazioni attraverso progetti concreti di cooperazione, sviluppo e sostegno alle comunità più vulnerabili.
Come indicato nel Piano Strategico della Fondazione, l’obiettivo è consolidarsi come punto di riferimento autorevole e credibile per il sostegno alle comunità cristiane e alle persone più fragili della Terra Santa, del Medio Oriente e di altri territori segnati da conflitti, povertà e instabilità, coniugando la fedeltà alla missione originaria con la capacità di rispondere alle nuove sfide del presente.
La Fondazione intende inoltre essere una comunità di persone, prima ancora che un’organizzazione: un luogo in cui dipendenti, volontari, beneficiari, partner e donatori possano sentirsi parte di un progetto condiviso, valorizzati per il proprio contributo e uniti da relazioni fondate sulla fiducia, sulla corresponsabilità e sulla solidarietà.
Nel secondo anniversario della sua scomparsa, il ricordo di Mons. Luciano Giovannetti non è soltanto un omaggio alla sua memoria, ma il rinnovo di una promessa: continuare a costruire ponti di pace, di dialogo e di speranza, nel solco di quella visione che egli seppe trasformare in una missione concreta al servizio degli ultimi.
