Iraq: “In Action for your Rights”

di Thibault Yves Joannais, capoprogetto

 

 

Il progetto AID 012970-01-3 “In Action for your Rights!” volge ormai al termine. Nonostante l’ultimo conflitto tra Iran e Stati Uniti / Israele abbia avuto ripercussioni anche in Iraq, le attività non si sono mai fermate né a Bagdad né a Basra.  A due mesi dalla conclusione dell’iniziativa, è possibile fare un primo bilancio dei risultati raggiunti.

A Bagdad i percorsi di formazione professionale in parruccheria, manutenzione-riparazione di dispositivi elettronici e di computer hanno permesso di formare 196 giovani iracheni, che hanno inoltre seguito una formazione in micro-business per l’avvio della propria attività. Nelle prossime settimane 24 di loro si vedranno erogare un fondo start-up per concretizzare il proprio progetto imprenditoriale. Inoltre 27 operatori sociali e membri del personale medico hanno usufruito di un programma di riqualificazione delle proprie competenze per la realizzazione del Progetto di Vita Individuale delle persone con disabilità. In questo ambito è stata costruita una nuova sala per la riabilitazione psicomotoria nel Rehabilitation Center di Caritas a Bagdad.

A Basra, nel sud dell’Iraq, lo sportello d’ascolto diffuso per il supporto psicologico ha raggiunto traguardi importanti: 71 operatori sociali dell’area formati, 501 casi individuali seguiti, 67 insegnanti delle scuole sensibilizzati per segnalare i casi di minori bisognosi di supporto psicologico. Il collegamento con il territorio e le sue molteplici realtà è stato reso possibile grazie alla creazione di un Comitato di Protezione Comunitaria composto da leader di comunità e da rappresentanti delle varie confessioni religiose. Era in effetti fondamentale assicurare il radicamento del servizio in un contesto segnato da decenni di conflitti armati e da norme religiose e culturali molto rigide. Inoltre 769 genitori hanno seguito sessioni di orientamento alle famiglie sulle tematiche della protezione e della tutela dei minori, mentre più di 10.000 bambini e adolescenti hanno partecipato ad attività culturali e ricreative finalizzate alla resilienza.

Un’attenzione particolare è stata rivolta alla promozione della cultura dei diritti umani in ambito universitario: 20 docenti hanno partecipato a uno study tour nel nord dell’Iraq, alla scoperta della diversità etnica e religiosa del paese; 688 studenti di 4 università pubbliche hanno seguito un workshop sui diritti umani, in particolare i diritti delle minoranze, dei minori e delle donne; infine 40 donne docenti hanno partecipato a un workshop di empowerment femminile di 3 giorni. Lo scopo principale è di contribuire alla costruzione e allo sviluppo di una cultura dei diritti umani che si rifletta ogni giorno nella vita degli iracheni, tuttora soggetti a molteplici violazioni dei loro diritti fondamentali.

Questi sono solo alcuni numeri che, come tutti i numeri, riflettono in modo impersonale e scarno quello che la Fondazione Giovanni Paolo II ha fatto in Iraq in questi ultimi due anni. Dietro ai dati ci sono infatti giovani che per la prima volta hanno sentito parlare di diritti umani, donne che intravedono la possibilità di avviare la propria attività per migliorare il quotidiano della famiglia, genitori maggiormente attenti alla tutela dei propri figli, persone che finalmente hanno trovato un luogo dove parlare dei traumi subiti, minori disabili che usufruiscono quotidianamente di uno spazio ampio e attrezzato per l’attività psicomotoria. Ci sono anche i membri dello staff locale che, dall’avvio del progetto, hanno preso a cuore il loro compito e sono cresciuti professionalmente.
Un’avventura umana multietnica e multireligiosa resa possibile grazie al contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.