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Conoscere per riconciliare: Paolo VI, il Tantur Institute e la Bethlehem University

Uno dei frutti del “pellegrinaggio” di Paolo VI in Terra Santa fu l’impegno a creare delle realtà in grado di favorire un dialogo fondato sulla conoscenza e di promuovere una sempre migliore comprensione della propria identità proprio nel confronto con le altre tradizioni religiose, a cominciare dalle diverse confessioni cristiane, soprattutto quelle che arricchiscono la Chiesa Cattolica.

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«Very real sign of God’s goodness» Paul VI and the Ephpheta Institute in the light of Vatican II

On December 4, 1963, in his closing address to the Second Session of the Second Vatican Council, Paul VI announced to the Council Fathers his intention to make a pilgrimage to the Holy Land: Paul VI wanted to invite everyone, not only Catholics, to rethink the centrality of the life of Jesus Christ and the birth of the Christian experience for the witness of the Word of God in the world.

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I gruppi ecumenici per la pace in Siria

Fin dall’apparire dei primi scontri interni, che sarebbero degenerati nella guerra civile, che ancora insanguina la Siria, la voce degli organismi ecumenici si è levata per condannare ogni forma di violenza, per invitare al dialogo per la pace nella giustizia, per attivare ogni forma di accoglienza nei confronti dei profughi e per promuovere dei progetti di solidarietà in Siria e per la Siria.

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Ad Aleppo la speranza ha quattro ruote, E a Homs, col tuo aiuto…

“L’autobus della speranza”, prima di ogni altra cosa, è un bellissimo nome per un progetto di solidarietà. Per tante ragioni. In un Paese come la Siria, devastato da dieci anni di guerra crudele, con centinaia di migliaia di morti e metà della popolazione trasformata in profughi o rifugiati, l’autobus è una creatura affascinante.

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La Toscana è vicina ai siriani, coi fatti…

«Dobbiamo andare ad Aleppo, per aiutare i bambini e le bambine. Non possiamo lasciarli soli», Daniela Mori, presidente della Fondazione Il Cuore si scioglie, nata da Unicoop Firenze, una grande cooperativa di consumatori, aveva deciso che il grido di dolore degli abitanti di Aleppo, martoriata da otto anni di guerra, distruzioni e bombardamenti non poteva restare a mezz’aria, a quel grido di dolore si doveva rispondere, e rispondere concretamente, non solo con parole.

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Bambini e donne, le prime vittime

Il progetto per i bambini e le bambine che la Fondazione Giovanni Paolo II porta avanti dal 2019 ad Aleppo insieme ai francescani riguarda l’aiuto al superamento dei traumi della guerra e si chiama «arte terapeutica». Grazie all’impegno dei religiosi della Custodia di Terra Santa, sono stati individuati percorsi di aiuto ai bambini, alle donne, ai chi porta dentro di sé le angosce del lunghissimo conflitto.

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Il Consiglio Ecumenico delle Chiese e la ricerca della pace

«Preghiamo che tutti in Siria possano condividere la convinzione che le azioni militari non possano portare una pace giusta nel Paese. Solo un dialogo politico e sociale può contribuire all’elaborazione di principi per vivere insieme, in dignità e uguaglianza, nel rispetto dello Stato di diritto». Così, il 1° novembre 2019,  il pastore luterano Olav Fyske Tveit, allora segretario generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese, espresse la posizione del Consiglio Ecumenico sulla Siria.

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I cristiani in Siria, storia e tradizioni

Parlare delle Chiese cristiane in Siria vuole dire tratteggiare una tradizione viva che affonda le proprie radici nella prima generazione del cristianesimo; nel corso dei secoli questa tradizione si è venuta articolando in diverse confessioni che hanno saputo trovare un modus vivendi che ha consentito loro di vivere la propria esperienza di fede nel confronto con le autorità politiche che hanno governato la Siria, definendo una dottrina e un rito

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